Sanremo è una di quelle tradizioni che resistono alle mode, alle polemiche e ai meme. Ogni anno c'è qualcuno che proclama: "Io non lo seguo", salvo poi conoscere a memoria il ritornello del pezzo vincitore o commentare l'abito più discusso della serata. Succede perché il Festival è prima di tutto un rito collettivo: un appuntamento che crea discussioni e prese di posizione.
È infatti un fenomeno culturale prima ancora che televisivo. Generazioni diverse si ritrovano davanti allo schermo, ciascuna con i propri riferimenti: chi ricorda le grandi voci del passato, chi aspetta il tormentone che dominerà le playlist per mesi, chi spera nella "chicca" da intenditori da poter citare con aria complice. E proprio da questa mescolanza nasce la magia: la musica diventa un terreno comune. Non importa l'età, non importa il genere preferito. Per qualche sera, tutti parliamo la stessa lingua.
Per questo abbiamo creato la playlist "Farmo a Sanremo": una selezione che attraversa le epoche, mette insieme grandi successi e perle meno scontate, brani recenti e pezzi che hanno fatto la storia della kermesse. Dentro c'è l'energia dei vincitori che hanno segnato un'epoca, ma anche quelle canzoni che magari non hanno trionfato, eppure sono rimaste nel cuore di molti. È una playlist da ascoltare mentre si cucina, da mettere in sottofondo durante una serata tra amici, o da usare come scaletta non ufficiale per un karaoke domestico.
Ma la vera essenza della musica non sta solo nell'ascolto. Sta anche nel cantare. Chi non ha mai trasformato una cena tra amici in un concerto improvvisato? Basta una cassa bluetooth, un microfono giocattolo (o una spazzola per capelli) e l'atmosfera cambia. Il karaoke – quello serio o quello casalingo, un po' sgangherato – ha un potere straordinario: abbatte le difese. Non serve essere intonati. Anzi, spesso le performance più memorabili sono quelle più stonate. Il bello è proprio lì: nel coraggio di lanciarsi sul ritornello, nel gruppo che entra in coro per salvare l'amico in difficoltà, nelle risate che partono spontanee quando la tonalità è decisamente fuori portata.
Cantare insieme è un atto liberatorio. È un modo per mettersi in gioco senza giudizio, per lasciarsi andare, per creare un ricordo condiviso. Un po' come succede durante Sanremo, solo in versione più intima e decisamente meno patinata.
Ogni concerto – anche quello improvvisato in salotto – ha tuttavia bisogno di una pausa. E qui entra in gioco la parte più golosa della serata. Dopo un'interpretazione particolarmente intensa (o particolarmente discutibile), un piccolo premio è d'obbligo. I Choco Muffin sono perfetti per ricaricare le energie tra un ritornello e l'altro; i Choco Brownie si prestano a essere condivisi a quadretti, magari mentre si commenta l'ultima performance; i Plumcake allo Yogurt sono l'alleato ideale per chi vuole qualcosa di soffice e delicato prima di tornare sul "palco".
In fondo, il bello delle serate musicali è proprio questo: alternare emozioni e leggerezza, applausi e risate, note altissime e qualche inevitabile stecca. E avere a disposizione uno snack che mette d'accordo tutti rende l'atmosfera ancora più piacevole.